Se alla mattina la “Coppa terme” di questa carrera è passata nelle mani della scuderia Rossa, in centro non c’è stata proprio storia e la forza dei Viola è rimasta fuori discussione, potendo così vincere nuovamente anche quest’anno la “Carrera autopodistica”.
‹‹E’ stata una bella gara – afferma il responsabile del team Extreme, Antonio Nitti -, senza errori da nessuna parte: né nostri, né dei nostri avversari in pista. Alle terme la scia ci ha aiutati tantissimo e siamo riusciti a sorpassare il Coyote all’ultimo respiro: forse se partivamo noi primi e loro secondi finiva diversamente, chi lo sa. In centro invece non ce l’abbiamo fatta. Siamo andati forte – continua Nitti -, ma loro ancora di più. Comunque non abbiamo nulla da recriminarci e i grafici tecnici confermano che siamo andati più veloci dell’anno scorso. Onore a chi ha vinto di potenza››.
‹‹Si può sempre limare qualcosina per migliorarsi – afferma il costruttore della Rossa, Ettore Carati -, ma il Coyote con quel Devis Lelli lì è troppo forte. C’è un gap incolmabile. Al mattino si vede meno perché ci sono meno metri per lui per esprimersi, ma in centro è imbattibile››.
Ma anche il Coyote fa sinceri complimenti al suo diretto avversario: ‹‹La mattina è stata una grande sorpresa – afferma il responsabile dei Viola, Mauro Gualandi -, non tanto per noi, quanto per gli spettatori, per la gente che ci dava per superfavoriti. E’ stata una gara mattutina molto corretta e l’Extreme è stata perfetta. Hanno vinto non perché noi andavamo piano, ma perché loro andavano fortissimo››.
In centro però l’Extreme non ce l’ha fatta e la vittoria del Coyote è stata di gruppo: ‹‹Tutto un gioco di muscoli e strategia – continua Gualandi -: per la prima volta una bellissima vittoria forte di gruppo. Tutti, nessuno escluso hanno contribuito a questa grande vittoria, una delle più belle degli ultimi anni››.
Dopo la vittoria, meritato riposo per i big team? Neanche per sogno. ‹‹Per noi la carrera non finisce mai – dichiara Nitti dell’Extreme -, ci incontriamo tutti i martedì sera, per tutto l’anno. Certo non si parla solo di carrera, ma di ogni cosa. Si cerca di continuare a vivere una bella amicizia e costruirla di volta in volta. Gli allenamenti veri e propri cominceranno più in là – aggiunge -, ma i progetti per il futuro si pensano già da domani››.
Concorde anche il Coyote: ‹‹Da oggi stiamo un po’ tranquilli – dice Gualandi -, ci rivediamo il filmato della gara, festeggiamo e valutiamo assieme l’andamento delle gare di domenica. Poi da novembre si riparte con gli incontri seri. La costanza è una dote importante a questi livelli così alti e in squadra abbiamo atleti che si allenano dodici mesi all’anno››.
Si conclude quindi la carrera 2011, con la consapevolezza che la passione per questo sport cova sotterranea nei cuori di tanti, pronta a esplodere di rabbia e forza bruta la domenica del 2012. La carrera a Castello non si fa, si vive.. Leonardo Andreaus
Leonardo Andreaus da "Il resto del Carlino" di martedì 13 settembre 2011









